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L´insostenibile leggerezza dell´essere
02/02/2006
Valutare e far crescere il capitale intangibile nell´impresa moderna

L´INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL´ESSERE:
valutare e far crescere il capitale intangibile nell´impresa moderna

Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.
Gandhi

Le aziende si trovano a competere in un mercato sempre più complesso che richiede logiche e strumenti nuovi. La “cultura del fare”, eredità culturale dell´economia soprattutto del Nord-Est, deve essere sostituita da una “cultura del pensare e del conoscere”.
La "nuova economia" si basa non più sull´ampiezza dei capannoni o sul numero di torni, ma piuttosto su capitali intangibili come le conoscenze, le idee, la gestione dell´informazione, la flessibilità; è un contesto in cui il rischio, l´incertezza, il cambiamento, sono la regola piuttosto che l´eccezione, ed in cui ogni branca dell´industria è costretta a "reinventarsi" giorno per giorno.
Questa evoluzione velocissima ed inarrestabile pone dei quesiti importanti, sia al mondo industriale che a quello creditizio; uno per tutti come esempi “quando vogliamo valutare il potenziale futuro di un´azienda, cosa dovremmo andare a vedere?”
Bisogna, ormai, guardare oltre i semplici asset finanziari di un´azienda: infatti, gestire un´impresa focalizzandosi semplicemente sui capitali finanziari sarebbe come guidare una macchina guardando solo nello specchietto retrovisore. Le aziende sono chiamate quindi a sviluppare e ad utilizzare nuove misure di accounting, perché quelle finora implementate:
• sono orientate troppo allo “storico” e al passato;
• mancano di potere previsionale;
• catturano troppo tardi i cambiamenti critici;
• non prendono in adeguate considerazione certe risorse, come i capitali intangibili.
Cosa va misurato allora per capire il reale valore di un´azienda?
Noi riteniamo che il futuro valore di un´azienda dipenda principalmente dai capitali intangibili, cioè tutti quei fattori che non compaiono nel bilancio tradizionale (es.: know-how, marchio, partnership, capacità di innovare, ecc.), ma che rappresentano elementi di importanza critica per il successo futuro di un´azienda.
Il sistema industriale, specialmente italiano, non sembra essere così preparato ed attento a questo epocale cambio di paradigma, rimanendo ancorato a modelli organizzativi e gestionali obsoleti, mentre il sistema creditizio ha in parte già compreso queste istanze e con Basilea II introdurrà un sistema di rating che indaga principalmente le seguenti aree:
1. lo sviluppo economico (analisi di bilancio pluriennale attraverso indicatori);
2. la pianificazione aziendale a medio termine (interesse rivolto al futuro);
3. i fattori qualitativi e intangibili (struttura amministrativa, tesoreria, modelli di controllo e pianificazione, posizionamento dell´azienda sul mercato, grado di diversificazione,…);
4. situazione di liquidità attuale (utilizzi, pagamenti…).
Quindi, non vengono considerati solo indicatori di natura finanziaria, ma anche (e sta qui la principale novità) di natura intangibile. Risulta chiaro che le imprese devono iniziare ad attrezzarsi per rendere visibile e comunicare sia esternamente, sia internamente la valutazione del proprio capitale intangibile. Oltre tutto, una valutazione corretta ed attenta porterebbe tutta una serie di benefici per l´azienda, quali:
• un miglioramento della comprensione del reale valore aziendale da parte dell´investitore;
• una maggiore consapevolezza interna all´azienda per:
o confermare l´abilità dell´impresa nel raggiungere i propri obiettivi;
o pianificare e finanziare la ricerca e sviluppo;
o focalizzare i programmi di formazione;
o posizionarsi più correttamente rispetto ai concorrenti.
• l´utilizzo e lo sfruttamento di risorse nascoste.
Quali sono allora i capitali intangibili di un´azienda e come possono essere misurati?
In estrema sintesi, si può affermare che il capitale intangibile di un´organizzazione è formato dal capitale umano (es.: competenze, esperienza, ecc.), dal capitale organizzativo (es.: procedure, routine, marchio,cultura condivisa, ecc.) e dal capitale relazionale (es.: clienti, fornitori, partner, ecc.). Esistono poi diversi metodi di misurazione e di reporting che hanno iniziato a diffondersi soprattutto in nord Europa a partire dalla fine del secolo scors ad oggi oltre 500 aziende nel mondo pubblicano un bilancio del capitale intangibile e in alcune nazioni stanno entrando in vigore leggi che ne impongono la pubblicazione a certi tipi di organizzazione (ad esempio, le università in Austria).
Si può capire quindi che non si tratta di una moda destinata a scomparire nei prossimi anni, anzi sarà un cambiamento che caratterizzerà fortemente gli scenari futuri.
Chi non è pronto, farà bene a muoversi, perché il rischio, come dice il sociologo francese Crozier sarà quello di “di andare alla guerra con le armi del conflitto precedente”.

Ing. Mauro De Bona
A.D. Campus Consulting S.r.l. - Udine

 

 

 

 

 
 

 
 
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