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Italia.it, eccellente caso di Googlebombing
01/04/2007
Googlebombing ma non solo, facciamo il punto sul portale-scandalo

Italia.it, eccellente caso di Googlebombing

L´Italia spende 45 milioni di euro per un portale criticatissimo dagli esperti sul web. I link che rimandano a questo danno vita ad un fenomeno naturale del web detto Googlebombing. Il fenomeno sfrutta i meccanismi alla base degli algoritmi che determinano il pagerank di un sito: i link che rimandano ad un sito per parole chiave. E così digitando su Google la poco carina parola m***a il primo risultato è proprio... Ma tutto ciò è solo una curiosità su di un argomento ben più serio.
Vediamo assieme, indipendentemente dal Googlebombing, quali sono le ragioni di cotanto scandalo. L´Italia decide di affacciarsi ufficialmente sul web con Italia.it. Si tratta del portale più caro del mondo. È dedicato al terziario, in particolare al turismo che il motore della nostra economia e la vera forza del paese. C´è di buono che per la prima volta un´opera soft, immateriale, viene considerata importante per il paese al pari delle grandi opere vedi Ponte di Messina, Mose e infrastrutture in genere. Ma c´è di più… quest´ultima iniziativa si è dimostrata tutta italiana in quanto seguita da grandi polemiche. Al centro delle dispute l´ammontare delle spese e molto altro che approfondiremo nel corso dell´articolo.
"Il Portale Nazionale del Turismo è coperto da un finanziamento complessivo di 45 milioni di €, di cui 20 milioni destinati allo sviluppo, gestione e alla creazione dei contenuti nei prossimi anni, e di 25 milioni di € di co-finanziamento delle Regioni per accrescere il loro impegno su questo fronte. In particolare, dei 20 milioni di € la parte preponderante, com´è caratteristica di queste iniziative, non è data da quella tecnologica, ma dall´aspetto redazionale, dalla traduzione linguistica in otto idiomi, dall´aggiornamento continuo dei contenuti e dalla campagna di promozione in tutto il mondo nei prossimi anni" (da un comunicato del Ministero per l´innovazione, 2005).
La vera campagna di promozione non l´hanno fatta ma l´hanno subita. Ci hanno infatti pensato i designer della comunicazione italiani indignati sia dal costo totale dell´operazione che dall´immagine assolutamente erronea. La curiosità è rappresentata dal caso mediatico nel caso mediatico: le voci del web ben presto si sono moltiplicate sopperendo al silenzio dei media tradizionali. In men che non si dica, all´alba di una pioggerellina autunnale, sono spuntati come funghi siti dedicati all´argomento in oggetto, dibattiti fra i guru della comunicazione a suon di lettere aperte, ma anche le discussioni da bar. Alcuni esempi:
- Scandalo italiano, nato per l´argomento
- Designer Blog, il primo a segnalare, seguire, analizzare l´accaduto
- Poison, il blog del Prof. Polano
- Weme, dal punto di vista degli studenti IUAV
- Ritalia, esperti del turismo si propongono di migliorare il servizio di Italia.it
In discussione vi è soprattutto l´inadeguatezza del monogramma it, il pay-off associato all´operazione evidentemente caso di plagio, la mancanza di originalità ma anche la commissione che ha scelto il progetto vincitore del bando composta da non-professionisti della comunicazione e qualche strana coincidenza di interessi economici.
Fondamentalmente questi sono i motivi che hanno portato alla petizione “Lettera aperta al presidente del consiglio dei ministri” (della quale è possibile seguire tutti gli sviluppi su Socialdesignzine che si è chiusa con 3.438 firme raccolte tra i veri professionisti della comunicazione.
Al di là delle polemiche che ormai, a giochi fatti, non cambieranno assolutamente nulla rispetto a quanto fatto e speso per Italia, resta solo un´allarmante segnale della mancanza di cultura visiva nel nostro paese. Così, un po´ per palesare gli errori/orrori insiti in Italia.it, un po´ per fare cultura visiva vi invito a prendere visione della prima analisi apparsa su web: www.designerblog.it/post/832/un-nuovo-logo-per-litalia. Anche se non occorre essere esperti per individuare certi errori: il logo presenta i colori della bandiera italiana invertiti e la sagoma che dovrebbe rappresentare lo stivale non ci assomiglia per niente.
Dicono la loro anche i webmaster, e spuntano difetti anche dal punto di vista dell´usabilità, del codice, . HTML.it si propone di fare un´analisi oggettiva del portale e apre le danze alle critiche: animazioni pesanti, errata formattazione ma anche belle immagini. Per approfondimenti: webnews.html.it/news/leggi/5513/italiait-spuntano-solo-difetti/.
A voi l´ardua sentenza.

Anna Rado 

 

 

 

 

 
 

 
 
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