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Alta Definizione: in attesa dello sviluppo
05/12/2006
L’alta definizione: un fenomeno paragonabile all’avvento del colore. di ROBERTA SALVAN

L´alta definizione è una sfida.
L´alta definizione è un fenomeno che nel mondo televisivo è paragonabile all´avvento del colore. 
Il passaggio dal bianco e nero al colore fu una tappa importante.  Allo stesso modo l´alta definizione è la nuova prova per introdurre nuovi standard ed aprire nuovi mercati: sia per quanto riguarda la produzione industriale di sistemi di diffusione e ricezione del segnale, sia per la produzione di nuovi contenuti.
Le prime sperimentazioni di alta definizione vennero effettuate in Giappone ed in Europa negli anni ´80, ma furono presto accantonate.  Attualmente le nazioni più impegnate nell´adozione dell´HD (High Definition – alta definizione) sono gli Stati Uniti, Giappone, Cina e Australia: la forza di questi mercati renderà sicuramente l´HD lo standard del prossimo futuro.
Il MUSE fu uno dei primi progetti HD (se pur inizialmente sull´analogico) portato avanti dal Giappone con la collaborazione tra Sony e broadcaster pubblici (NHK). Divenne presto un vero e proprio progetto nazionale. In America si partì invece da uno standard più arretrato, l´NTSC (never twice same color); sì creò una linea politica industriale per il passaggio diretto al digitale attraverso la collaborazione tra governo, la FCC (Federal Communications Commission) e gli investimenti militari.
Nel nuovo millennio tutto ormai è definitivamente incentrato sul digitale. Rinunciare ad impegnarsi nella sostenibilità dell´alta definizione significherebbe essere condannati ai margini del mercato internazionale dell´audiovisivo.
La caratteristica evolutiva fondamentale dell´HD è il miglioramento qualitativo dell´immagine.  Questo valore ha una forte valenza di mercato che raggiunge una nicchia, un target medio-alto di utenti che si avvicinano al digitale anche attraverso l´alta definizione.
Inoltre, producendo in formati digitali HD diventa possibile creare ulteriormente una serie di prodotti derivati a risoluzione più bassa per i mercati della Tv tradizionale, Tv via ADSL, Mobile Tv.
Questo nuovo modello di sviluppo viene intrapreso dalle grandi nazioni; l´Europa è attualmente in via di avanzata sperimentazione.  In Europa il rischio più alto è dal lato dei broadcaster-industrie dove non c´è ancora uno start di mercato definitivo, poiché senza gli apparati tecnologici i programmi non si fanno e viceversa se non ci sono programmi adatti la produzione dell´hardware non può partire.
In Italia la regolamentazione è attualmente il lato più debole per lo sviluppo del mercato dell´HD. È necessario che la politica s´impegni su questa nuova tecnologia delineando chiare ed eque scelte di politica industriale: creare un sistema-paese con soluzioni condivise tra attività legislative e produttori ed emittenti.
Un altro lato critico riguarda la disponibilità delle frequenze. Per avviare in Italia la sperimentazione di contenuti in alta definizione occorre un´ulteriore regolamentazione e pianificazione dell´uso delle frequenze poiché l´alta definizione occupa porzioni di banda maggiore rispetto agli altri programmi digitali.  In realtà le frequenze terrestri sono piuttosto scarse, ecco perché l´avvio dell´HD avviene per la maggior parte delle volte nel satellite.
Il Giappone e la Francia sono un´eccezione in questo caso: entrambi hanno reso compatibile il digitale terrestre con l´alta definizione pur iniziando a trasmettere in HD sul satellite.
In Italia è utile riflettere sulla possibilità che all´HD siano riservate maggiori frequenze al momento del switch off totale del segnale analogico.
Per concludere, oltre a sport e film che sicuramente consentono un miglior rapporto costi-benefici, sono necessari contenuti televisivi, non tradizionali e tali da essere apprezzati dagli utenti.

Fonti: ISIMM (Istituto per lo Studio dell´Innovazione nei Media e per la Multimedialità,  http://www.isimm.it/); mensile Media Duemila.

Roberta Salvan
da MG News (
www.mercatoglobale.com)

 

 

 

 

 
 

 
 
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